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Autore: Giulia D’Addazio
Data: 20 agosto 2017

 

La palestra è vuota e c’è un incredibile silenzio. Il minibasket è finito a giugno e da poco anche il centro estivo.

Decido di fermarmi a fare qualche tiro, in fondo con le graduatorie alle porte, potrebbe essere l’ultima volta in quel posto diventato ormai una seconda casa.

La nostra è una palestra piccola e con alcuni limiti logistici, ma rappresenterà sempre l’inizio di un’avventura, la possibilità di rendere concreto un sogno, il luogo dove ho condiviso obiettivi, arrabbiature, risate, esperienze. Ha il suo fascino, nonostante tutto.

Vedo il nostro logo sul canestro e penso alla prima lezione ad ottobre 2014 – erano in 12 – e a quanto abbiamo lavorato ogni giorno con passione per arrivare a 3 turni e 50 bambini.  Dico a me stessa che siamo stati davvero bravi a realizzare tutto questo in 3 anni.  Molti ci hanno messo tanto di più ed altri ancora non sono riusciti. Non parlo mai degli altri, ma stavolta me lo concedo.

A noi le sfide piacciono, ma sto facendo davvero fatica a prendere consapevolezza che tutto questo potrebbe finire. Penso che non sarebbe giusto. In primis per me, chi conosce la storia della società sa che la ND ROMA è nata come omaggio ad un grande uomo, con il quale ho condiviso momenti di sport indimenticabili e che so per certo che tifa per i nostri colori ogni giorno.

Non sarebbe giusto per Giorgia, che ha rischiato un posto sicuro per un’avventura incerta. La società deve molto a lei.

E nemmeno per Simona che considero la nostra VITTORIA più bella. O per i bambini, le loro famiglie e il gruppo senior.

La lista di persone che non se lo meriterebbe è davvero troppo lunga. Ma è arrivato il momento di rimettere il pallone nello stanzino, dare un ultimo sguardo al campo e tornare a pianificare la prossima stagione. Credo nella meritocrazia e soprattutto che l’amore smisurato che proviamo per la pallacanestro verrà premiato. Voglio andare via positiva.

A presto palestra di Via Ascrea!

 

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