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Innamorato fin da bambino della palla a spicchi, vive la pallacanestro sotto molteplici punti di vista. Da dirigente segue la squadra degli Ex Alunni SGE che partecipa al campionato CSI, mentre da un anno e mezzo ha intrapreso l’avventura con la nostra maglia entrando a far parte della squadra senior.
Ma non finisce qui: affascinato dal mondo dei più piccoli, ha da poco iniziato il percorso per diventare istruttore minibasket.
Non citiamo la sua ben nota passione per la Virtus Roma perchè altrimenti la storia sarebbe troppo lunga da raccontare…

Come è nata la tua passione per il basket?

Da piccolo passavo le domeniche pomeriggio con mio padre a vedere su televideo i risultati della serie A di basket, in particolare modo seguivamo l’allora ADR ROMA.
Una domenica mi portò a vedere una partita tra ADR ROMA – PAF BOLOGNA.
E niente, mentre tornavamo a casa gli dissi che volevo iniziare a giocare a pallacanestro.

Perché hai scelto di rimetterti in gioco e far parte della squadra senior?

Avendo la fortuna di allenare/gestire una squadra, in questi anni mi sono sempre trovato a dover stare fuori dal campo. Ma ogni partita che passava, saliva sempre di più la voglia di tornare a “vivere” certe emozioni che solo il “basket giocato” ti trasmette.
Un anno fa circa, ho avuto la fortuna di conoscere la ND ROMA, attraverso il mio compagno di squadra Alessandro che mi propose di andare ad allenarmi con il gruppo SENIOR per cui giocava. E niente, nell’istante in cui sono entrato in palestra ed ho preso in mano quel pallone, decisi che forse era arrivato il momento di rimettermi in gioco.
Diciamo che quel giorno presi la decisione giusta.

Caratteristiche fondamentali per essere un atleta?

Avere pazienza e costanza in ogni allenamento cercando di impegnarsi sempre! Solo partendo da questi aspetti una persona può migliorarsi e superare le proprie difficoltà tecniche.

Qual è il tuo idolo sportivo?

L’idolo in assoluto è sicuramente MANU GINOBILI. Lo vidi giocare per la prima volta a Reggio Calabria quando ancora nessuno lo conosceva e rimasi colpito dalla sua “eleganza” nel far giocare la squadra.
La sua carriera penso che parli da sola. Professionista esemplare.

Come pensi di poter aiutare i tuoi compagni in campo?

A volte è difficile, quando si scende in campo, decidere cosa sia più giusto fare o quale scelta bisogna prendere per il bene della squadra.
Per questo cerco il più possibile di mettermi a disposizione dei miei compagni. Hanno bisogno che gli passi la palla? La passo! Hanno bisogno di essere semplicemente incitati? Benissimo, sarò il loro primo “tifoso”.
Questo vuol dire per me “aiutare” i compagni.
Da solo non le vincerò mai le partite, ma insieme a loro sicuramente qualche risultato lo potrò portare a casa.

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