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Riprendono le interviste della rubrica “NoiSiamoGliArancioBlu” con Marco, uno dei nuovi “giocatori” arrivati in questa stagione a far parte del roster della prima squadra più bella (non forte) del mondo!
Cuore e grinta: due parole che secondo noi descrivono al 100% un “ragazzo” che, sia sul campo che nello spogliatoio, ha conquistato in poco tempo già tutti!

Ci sarebbe tanto altro da dire (come ad esempio la sua estrema “timidezza”) ma preferiamo augurarvi semplicemente buona lettura!

Il tuo primo ricordo con la palla a spicchi nelle mani…

Frequentavo la I° elementare quando l’allora maestra di “ginnastica”, appassionata di basket, iniziò a farci giocare. Poche nozioni di base e poi via, tutti in campo, il caos più totale, ma quanta gioia.
Da quel momento non ho più potuto fare a meno dell’odore e della sensazione tattile di quella palla a spicchi. Poi nel periodo delle scuole superiori sono riuscito a giocare con più continuità, crescendo a suon di contrasti nei campetti di tutta Roma;

Da Trastevere alla ND Roma: come sei arrivato in quel di via ascrea? 

Certo il campo non è proprio dietro casa, ma tanta è la voglia di allenarmi e giocare che è come se fosse al portone accanto. Devo il mio arrivo alla ND Roma all’insistenza del mio amico Mauro, il vice capitano della squadra. Mi aveva parlato di questo meraviglioso gruppo nato da una partita figli/genitori, un gruppo partito in quattro e arrivato oggi alle quasi venti presenze, un piccolo miracolo sportivo. L’anno scorso ho provato più volte a liberarmi dalla morsa degli impegni senza successo, quest’anno all’ennesimo invito da parte di Mauro ho detto basta a tutto il resto e mi sono catapultato alla ND Roma. Continuo a ringraziare Mauro per la sua insistenza e il gruppo per avermi permesso di integrarmi totalmente in pochissimo tempo, nonostante la mia “timidezza” di base!

La pallacanestro è…

Lo sport più bello del mondo, con un ambiente fantastico che ha poco da invidiare al rugby, tanto sudore, tanto contatto ma tantissimo rispetto.
La genetica aiuta, il talento anche, ma il fattore che più incide è l’impegno, la costanza, l’esercizio ripetuto fino allo sfinimento. Nella pallacanestro devi essere sempre attento ad anticipare, magari di pochi decimi le intenzioni dell’avversario, del compagno di squadra o della palla.
Per i più piccoli può essere davvero considerata una palestra di vita, e forse non solo per loro.

Non solo giocatore ma anche papà di una “neo cestista” che già sta dimostrando di sapere il fatto suo. 
La voglia di non mollare mai è quindi un marchio di fabbrica di casa?

Decisamente si, nonostante l’età, il fisico non proprio al top, i limiti tecnici e tattici, non si molla un centimetro, non importa se sbagli un canestro, o un passaggio, magari anche facile, l’importante è recuperare, dare tutto quello che hai per rientrare in difesa dopo un errore, metterci il cuore oltre tutto il resto.
Ed è stato questo il primo valore assoluto che ho cercato di trasmettere alla “piccola” Giulia, non mollare, non cedere alla stanchezza o alla delusione per gli errori commessi, si continua a correre, a saltare, a difendere fino all’ultimo secondo, rispettando i propri compagni e gli avversari.
A volte la vedo vacillare esausta all’ennesimo scatto per coprire in difesa, eppure non molla mai, sono davvero orgoglioso di lei.
Spesso è la nostra testa a porci dei limiti, e allora spingiamo di più con l’istinto e il cuore, se diamo tutto quello che possiamo allora abbiamo già vinto, qualunque sia il risultato.
Certi valori per me vanno oltre la tecnica di tiro o di palleggio.
Citando Magic Johnson: “ Non chiederti cosa i tuoi compagni di squadra possono fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per i tuoi compagni di squadra”.

Con il gruppo senior ci prepariamo ad affrontare la seconda in classifica, che tipo di partita sarà secondo te? Come reputi la stagione fino a questo momento?

Sarà una partita durissima, dovremo affrontarla come la partita con la CR Sportlab.
Come spesso è accaduto in questo campionato ci troveremo a dover contrastare una squadra anagraficamente più giovane, atleticamente più allenata e meglio organizzata, l’unico modo per poterlo fare è giocare con intensità e concentrazione, soprattutto nella fase difensiva, costruendo pazientemente azioni “semplici” in attacco. Cercando di eseguire al meglio le indicazioni del coach.
Ricordiamoci sempre da dove viene questo gruppo e quali sono i nostri obiettivi, siamo un gruppo di papà appassionati del gioco più bello del mondo, alcuni di noi fino a poco tempo fa erano completamente a digiuno di questo sport, stiamo facendo davvero bene.

Ti vediamo spesso presente al Palaeur per le partite della Virtus Roma, un giudizio su quanto visto fino ad ora?

Ho ripreso a seguire con una certa regolarità la Virtus anche grazie alla ND Roma, tirando dentro la piccola Giulia che è già diventata una tifosa sfegatata.
La stagione non sta andando per niente male, qualche intoppo c’è stato ma mediamente la Virtus ha giocato buone partite, considerando anche il livello non proprio stellare degli avversari.
La scorsa domenica c’è stato lo scontro diretto contro Bergamo, vinto all’over time 82 a 78, davvero una bella partita con un clima infuocato sugli spalti.
Sono fiducioso per il resto della stagione.

Il tuo idolo del passato…

Sicuramente Earvin “Magic” Johnson, il 32 dei Lakers che ha cambiato il modo di interpretare la pallacanestro, in particolare il ruolo del play, considerando che parliamo di un giocatore di oltre 2 metri, in grado di coprire con efficacia diversi ruoli, compreso appunto quello del play.
Rimango ancora estasiato quando mi capita di rivedere immagini dei suoi passaggi illuminanti e illuminati, davvero unico in questo, se poi aggiungi i canestri inventati dal nulla e la quantità di rimbalzi catturati in carriera, be allora capisci di cosa stiamo parlando.

Il tuo idolo del presente…

Non ho un vero e proprio idolo del presente, ma se devo fare un nome allora dico Lebron James, tutti lo conoscono per lo strapotere fisico e per le doti atletiche davvero notevoli, ma se si osserva con più attenzione allora si notano le incredibili qualità di visione di gioco e di assist, davvero un fuoriclasse.
Ultimamente mentre guardavo uno speciale sulla NBA c’era il solito giornalista che cercava di paragonare Lebron James a Michael Jordan, e un terzo commentatore ripotava invece la questione ad un eventuale confronto con Magic Johnson perché in fondo più simili, Jordan giocava quasi sempre per se stesso, era un realizzatore incredibile, Magic e Lebron fanno spesso fare la differenza alla propria squadra facendo giocare tutti ad un livello più alto.

Il tuo sogno sportivo…

Continuare a giocare il più possibile, ignorando l’età che avanza e gli acciacchi che si moltiplicano. Parlando invece della Virtus vorrei che tornasse almeno a giocarsi qualcosa di importante in A1, con il PalaEur pieno in ogni settore disponibile, staremo a vedere…

E’ conclamato il fatto che tu sia un esperto di birre, nonché responsabile per conto della ND Roma della scelta del locale post partita…ma quanto è bello il “terzo tempo”?

Si tratta soltanto di dicerie e maldicenze…in realtà è una passione condivisa da quasi la totalità del gruppo, alla fine che cos’è la birra se non un ottimo integratore di liquidi e sali minerali?
Strumento di meditazione e riflessione post partita!
La mia preparazione, come nella pallacanestro me la sono fatta sul campo, sono dell’idea che quando si beve bisogna puntare alla qualità piuttosto che alla quantità, meglio se le due cose collimano!
Il terzo tempo è fantastico, parte integrante dell’allenamento e della partita, spesso è durante questo momento che cadono le ultime barriere individuali e si diventa squadra in maniera totale.

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